Perché non buttiamo mai niente? Come evitare di diventare accumulatori seriali

Perché non buttiamo mai niente? Come evitare di diventare accumulatori seriali

METTETE ORDINE NELLA VOSTRA VITA

Facciamo ordine in casa e nella vita. Oggi parleremo della difficoltà che abbiamo nel  gettare cose che possediamo da tanto tempo, ma che sono finite a prendere polvere in cantina o in soffitta.

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La prima domanda che vi faccio è  “perché non lo buttate via?”. Le motivazioni possono essere 3: AFFETTO, PIGRIZIA, e “LO USERO’ ANCORA PRIMA O POI”.

 

 

 

 

LO USERò ANCORA PRIMA O POI

Sono la prima che tende a non buttare cose che “potrebbero servirmi ancora”. In particolare conservo gelosamente tutti i libri, i quaderni e gli appunti dell’università che ho sistemato in uno scaffale della libreria quando ho dovuto lasciare gli studi a un soffio dal traguardo. Ho sempre pensato che un giorno li avrei riutilizzati per  raggiungere l’obiettivo che mi ero prefissata.

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A distanza di anni ho deciso di spostarli in una grande scatola chiusa, per evitare che si impolverassero, ma non ho osato togliere la scatola dallo scaffale della libreria. Quando poggio gli occhi su quella scatola, la nostalgia ed il rimpianto mi assalgono. Non posso buttarla perché sono certa che un giorno o l’altro qualcosa succederà. Mi rendo conto che quei vecchi libri e quaderni sono l’ultimo legame con un sogno non ancora estinto nel mio cuore, con una vita che ormai non esiste più. Non riesco ancora a buttarli, ma devo scegliere. Adesso. O ricomincio a studiare, apro la grande scatola e ne utilizzo il contenuto entro la fine dell’anno, oppure la prendo senza nemmeno aprirla e la porto alla discarica più vicina. La presenza ingombrante di quella grande scatola che sembra quasi fissarmi con sguardo severo dal ripiano più alto della libreria sta diventando insopportabile, mi fa sentire inadeguata e non fa che provocarmi un malessere sia fisico che mentale. Devo mettermi in testa che ci sono altri sogni da inseguire e altre cose per cui vale la pena vivere. Ecco come farò, ci metterò un post-it sopra con una data. Se entro quella scadenza non utilizzerò quelle cose relegate nella scatola allora vorrà dire che non mi servono e le butterò.  Vi consiglio di fare la stessa cosa. Se dopo quel tot di tempo che avete appuntato sul post-it, non avete usato ciò che avevate messo da parte, è chiaro che non vi serve, altrimenti lo avreste usato. Non inventate scuse. Buttatelo, vendetelo, regalatelo, fatene ciò che è meglio, ma liberatevene.

AFFETTO

Qui scatta la seconda fase, perché normalmente una volta stabilito che non usate più un oggetto anche da anni, pensate “però quanti ricordi”!  Ecco allora  spuntare collezioni di riviste che leggevate durante la prima gravidanza, tutti i diari di scuola (mai più letti), le letterine d’amore (mai più lette), cd e musicassette (che non ascoltate più), la culla dei vostri figli (che hanno 40 anni), i vestitini dei vostri figli ( sempre loro che adesso hanno 40 anni).

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Sono cresciuta in una famiglia dove il motto è “non si spreca il cibo e non si butta niente, a meno che non sia necessario farlo”.  Non rinnego le mie origini, odio sprecare il cibo o buttare cose ancora buone. Non dimentichiamoci che esiste il riciclo, possiamo andare a rivendere le cose nei mercatini vintage e con quei soldi magari comprare qualcosa che potrà esserci utile adesso. Inoltre, in questo modo, potremmo liberare la nostra cantina, soffitta/Narnia, perché ci sono cose, tipo il tiralatte o il lettore cd, che per un periodo della nostra vita sono state fondamentali, ma che adesso non ci servono più.

Quello che ci piace sono i ricordi legati a quegli oggetti, che dapprima teniamo in un mobiletto, poi spostiamo in fondo ad un armadio e poi finiscono inesorabilmente in cantina. E che ci dobbiamo fare? Staranno lì per anni a prendere polvere. Consideriamo le nostre vecchie cianfrusaglie come delle  “Capsule del tempo”, ritrovarle dopo anni probabilmente ci strapperà un sorriso facendoci ripensare ad un momento felice del passato.  Mi viene in mente la frase dello scrittore Tiziano Terzani “ La storia esiste solo se qualcuno la racconta”  e quella storia noi la tramanderemo senza bisogno di oggetti.  “La storia dietro ogni oggetto era quel che ci sarebbe rimasto. Dell’oggetto in sé non ci sentivamo che dei temporanei custodi”.

Quindi datemi retta, prendete tutti quegli scatoloni pieni di ricordi, fate delle belle foto alle cose più significative e dopo aver fatto l’ultimo tuffo nel passato, buttate tutto e guardate avanti, al futuro, quel che siete e quel che siete stati non si perderà con i vostri diari di scuola o con il vostro lettore cd, non perderete i vostri figli gettando via i loro vestitini di quando erano piccoli. Tenetene uno se volete, e mettetelo nel vostro armadio, così da poter sorridere ogni giorno nel rivederlo, ma poi, per carità, buttate/vendete/regalate tutto il resto, i ricordi vivono dentro di voi.

PIGRIZIA

Se come me avete molto spazio per stipare ( soffitta e cantina), tenderete a mettere via anche cose che non sono per voi ricordi affettivi od oggetti a lungo utilizzo come nei due casi precedenti, semplicemente li metterete li, per poi, un giorno ( non si sa quale) decidere cosa farne, e così passeranno i mesi, gli anni, le cose magari inizieranno anche a rovinarsi. Spunteranno alibi come funghi “ eh ma io non ce la faccio, c’è troppa roba e non riesco a sollevarla”, “eh ma la discarica è aperta solo la mattina e io non posso andarci”, “eh ma mi servirebbe un mese di ferie per togliere tutto e controllarlo”, “eh si adesso spreco il mio tempo in quel tugurio? E chi mi ridà la vita che perdo?”, e potrei continuare per ore, ma l’unica cosa che dovete considerare adesso è: “SE NON LE CERCHI E NON LE METTI NEL TUO PLANNING LE OCCASIONI PER FARE CIO’ CHE NON HAI VOGLIA DI FARE NON SI PRESENTANO MAI”.

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A voi non va di svuotare la cantina/soffitta, ed invece, dovete trovare la forza e soprattutto la voglia per farlo, perché nessun’altro lo farà per voi.  E’ la vostra cantina, la vostra soffitta, la vostra roba stipata. Non vorrete mica aspettare di morire per lasciare il pesante onere ai vostri eredi? Chiamate un camioncino di quelli che si occupano di sgomberi, così porteranno via le cose più pesanti e farete una cernita veloce, “eh si e quanto mi costa?”. Ecco l’ennesimo alibi, il costo del furgone si aggira  sui 100€, più una cinquantina di euro per i due bei forzuti che per 8 ore toglieranno tutto il vecchio per fare spazio al nuovo. Facendo un piano di risparmio, mettendo via BEN 30€ per 7 mesi, avrete la cifra richiesta (210€, ci esce pure la mancia). “ eh ma io in 8 ore con la fretta non posso sgombrare tutto!”. Ancora alibi? Potete anche pagare una persona che venga ad ore per più giorni e che vi aiuti a sistemare tutto da una parte le cose da buttare ( cose vecchie, rotte, rovinate, inutilizzate, inutili) e da un’altra ordinare ciò che è proprio necessario tenere ( la bici che usate tutte le estati) e potete farlo con calma. Chi mai comincia mai finisce!

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Author: ErikaStreppa

Erika. Blogger, riccia bionda naturale, amante dei cani e della natura. Mi interesso di Ambiente, Sport, Attualità e faccio anche qualche Recensione. Sono appassionata di Biocosmesi, sempre alla ricerca della Tabella INCI perfetta!

Erika. Blogger, riccia bionda naturale, amante dei cani e della natura. Mi interesso di Ambiente, Sport, Attualità e faccio anche qualche Recensione. Sono appassionata di Biocosmesi, sempre alla ricerca della Tabella INCI perfetta!

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