Mangi e non sei mai sazio? Fai attenzione, potrebbe essere gastrite!

Mangi e non sei mai sazio? Fai attenzione, potrebbe essere gastrite!

L’intro in questo caso mi sembra doverosa. Non sono un medico, ma una paziente.

Ho iniziato a soffrire di gastrite fin da piccola, ricordo episodi già intorno ai 10 anni. Quando sei piccolo non capisci bene cos’hai e nemmeno come descriverlo. Mia madre racconta come fosse un incubo farmi mangiare, e che volevo rimpinzarmi solamente di riso in bianco. Le cause scatenanti della forma acuta probabilmente furono la separazione dei miei genitori e la situazione scolastica, con le prese in giro per qualunque sciocchezza da parte dei compagni di classe.

Col passare  degli anni la situazione peggiorò, saltavo giorni di scuola perché costretta rannicchiata a letto con i dolori allo stomaco, con fitte e nausee. Ho ingurgitato Maalox, Gaviscon, Diosmectal, Buscopan, Biochetasi, Aloe, Tisane al Finocchio, litri di camomilla, ho parlato con gastroenterologi e ho fatto due gastroscopie. Stavo bene per un po’ e poi di nuovo quel dolore improvviso che mi ha rovinato cene, serate e che per un periodo ha condizionato le mie uscite.

Ho iniziato a capire tanto su questa patologia dopo la seconda gastroscopia, quando stanca di girare senza trovare una soluzione, ho seguito il mio istinto ed il mio medico, che ha saputo consigliarmi ed indirizzarmi verso uno stile di vita adeguato per convivere con la gastrite. Ho trovato una cura che mi ha aiutata nelle fasi acute, che sono andate via via passate da attacchi settimanali  a mensili fino a diventare sporadici. Ho dovuto necessariamente cambiare la mia alimentazione.

Lo scrivo oggi in questo post, perché parlando con un’amica mi sono resa conto che in pochi sanno riconoscere tutti i sintomi che la gastrite porta con sé.

Sintomi: sicuramente tra i più comuni c’è la sensazione di bruciore, il dolore è localizzato nella parte superiore sinistra dell’addome ed alcune volte si può irradiare fino alla schiena. In generale i sintomi si acutizzano lontano dai pasti. Tali sintomi sono anche accompagnati da gonfiore addominale, con conseguenti rumori intestinali e, inoltre, possono anche verificarsi episodi di diarrea e febbre. Altro sintomo abbastanza comune è l’alitosi, una sensazione  come di aver masticato qualche alimento tra l’acidulo e l’amaro. Tosse stizzosa: è causata anch’essa dalla secrezione eccessiva di succhi gastrici e crea forte disagio soprattutto durante le ore notturne, quando ci si corica.

Uno dei sintomi meno noti di questa patologia è di non sentirci mai sazi, mangiamo e subito dopo il pasto abbiamo di nuovo fame. La prima volta che me ne sono accorta è stata quando la bilancia ha segnato 3 kg in più nell’arco di una settimana. Non ci avevo fatto caso, e ci sono voluti altri 3 episodi prima di farmi capire che le cose fossero correlate. Bruciori lievi dopo un pasto, stanchezza, occhi sbattuti e fame, tanta fame che viene alimentata dal desiderio di alleviare il bruciore. Ho notato che accade nei cambi di stagione o nei cambi repentini di clima. Tutto questo per colpa della cattiva digestione. Questo perché la gastrite è correlata anche  allo stress, L’aumento della produzione di adrenalina e cortisolo porta il nostro organismo a pensare di essere sotto attacco e a richiedere maggiore energia per affrontare lo stress.

Digerire bene significa sentirsi sazi e appagati, e non solo perché una buona digestione fornisce le sostanze di cui corpo e mente hanno bisogno: sentirsi sazi significa anche assaporare il piacere di abbandonarsi, di godersi la calma e la tranquillità. Ecco perché, chi soffre di gastrite e di reflusso, avverte un bruciante dolore fisico e digerisce male, eliminando il piacere legato al cibo e alla convivialità. Avere difficoltà digestive croniche rende il pasto quasi un momento temuto da affrontare.  Cosa, come, quando e anche con chi si mangia, viene valutato in modo minuzioso. Soprattutto se devi stare attento ad ogni minimo cambiamento per avvertire la prima insorgenza di dolore e poter intervenire in modo adeguato e repentino. Facile intuire come questo possa spalancare le porte all’ansia, innescando un circolo vizioso: più ansia uguale più gastrite, più gastrite uguale più ansia.

Cosa vuole la gastrite da noi? Che smettiamo di controllare cosa fanno gli altri, di rimuginare sul passato, che proviamo a rilassarci e a prendere la vita per come viene.

CAUSE:

Stress: come abbiamo visto in precedenza anche uno stato d’animo particolarmente teso è in grado di provocare un’ipersecrezione acida, essendo lo stomaco un organo particolarmente sensibile.

Abitudini Alimentari: eccessiva assunzione di cibi troppo grassi, caffeina, spezie. Queste sostanze, infatti, se assunte in quantità esagerata, sono in grado di distruggere lo strato protettivo della mucosa dello stomaco, rendendolo quindi più vulnerabile alle secrezioni gastriche acide; così come l’abuso di alcool, responsabile della cosiddetta “gastrite alcolica”.

Farmaci: alcune persone che non hanno mai sofferto di gastrite in vita loro manifestano i primi sintomi dopo una cura ( per esempio cortisonica) se non associata a protettori per lo stomaco. L’uso eccessivo di farmaci antidolorifici (FANS), antiaggreganti, aspirine e il fumo sono tutti fattori che provocano un’ipersecrezione acida, che a sua volta va ad irritare la mucosa gastrica determinando la gastrite. Parlate sempre con il vostro medico e chiedete se sia necessario assumere un protettore associato al farmaco.

Helicobacter Pylori: batterio in grado di colonizzare e infettare lo stomaco. Questo microorganismo è in grado di sopravvivere nell’ambiente acido grazie alla produzione di ureasi, enzimi che vanno a scindere l’urea in ammoniaca e anidride carbonica. Circondandosi di una nuvola di ammoniaca, il batterio riesce così a neutralizzare gli acidi e a sopravvivere. Generalmente, l’infezione avviene durante l’infanzia: il batterio, una volta ingerito, riesce ad attraversare lo strato di mucosa che protegge la parete interna dello stomaco e a colonizzare i tessuti circostanti, dando inizio a una serie di risposte infiammatorie, tra cui la gastrite.

La Mamma: Alcuni studi dimostrano che molto spesso le persone che soffrono di gastrite hanno una madre invadente, che vuole imporre ai figli le proprie scelte di vita in ambito scolastico, professionale e sentimentale. Questo avviene anche attraverso “ricatti” mentali impliciti che influenzano soprattutto il momento in cui si è seduti a tavola, dove si è spesso costretti a consumare il pasto in un clima carico di tensione. Il cibo assumerà così una valenza negativa e quando verrà ingerito risulterà immediatamente indigesto, proprio come la situazione familiare.

La Rabbia: Ciò che più è evidente nei soggetti con gastrite è un’aggressività che difficilmente riescono a gestire. Si tratta di individui molto sospettosi che possono arrivare a soffrire di veri e propri complessi di persecuzione. E’ possibile che ogni tanto la rabbia trattenuta si tramuti in esplosioni di collera. Il digerire torti, offese e l’ingoiare bocconi amari è sicuramente una delle cose più difficili per questi soggetti che tendono a legarsi al dito ogni ingiustizia o presunta tale.

COME AIUTARSI:

Attività fisica: Gastrite e reflusso nascono dall’eccesso di tensione. Per allentare questo stato che chiude letteralmente la bocca dello stomaco, svolgere regolare attività fisica aiuta. Nella mia vita ho sofferto di stomaco soprattutto quando ho smesso di allenarmi. L’attività fisica fa miracoli sulla nostra salute. Dovrebbe essere obbligatoria e gratuita per quanto fa bene.

Fai con calma: mantenersi calmi ed evitare stress e nervosismo, specialmente quando si è a tavola, mangiando lentamente, perché una buona masticazione è alla base della corretta digestione.

Attenzione a come dormi: Non sdraiarsi o stendersi appena mangiato, meglio aspettare almeno due ore. Dormire sul fianco sinistro piuttosto che sul fianco destro. Ciò perché il cibo entra nello stomaco da destra e se si dorme sul fianco destro si favorisce la sua risalita nell’esofago, causando bruciore. Sollevare di 30 ° la testa del materasso.

No alle abbuffate: fare pasti piccoli e frequenti allo scopo di sfruttare l’azione tampone del cibo sull’acidità dello stomaco (fare almeno cinque pasti poco abbondanti ogni giorno). Evitare di bere acqua dopo cena, e alla sera consumare cibi densi, evitando la minestrina.

La Liquirizia: la mia migliore amica, chi mi conosce sa che ne ho sempre qualcuna con me. Gli estratti di liquirizia (rizoma) contengono flavonoidi, che espletano una spiccata attività antispastica sulla muscolatura liscia dello stomaco, e glicirizzina, che protegge il muco e cicatrizza le lesioni gastriche. Non bisogna assumerla in dosi eccessive per le note proprietà ipertensive che la caratterizzano. Al contrario no alla Menta.

I Broccoli: Io letteralmente li adoro! I germogli del broccolo proteggono lo stomaco. Consumare una porzione al giorno di germogli del broccolo potrebbe aiutare a tenere sotto controllo il batterio H. pylori. Uno studio condotto su 50 persone in Giappone  ha scoperto che mangiare circa 70 gr di germogli di broccolo al giorno per due mesi forniva una certa protezione allo stomaco. Si è appurato, infatti, che in questo modo i livelli di un marker dell’H. pylori nelle feci chiamato HpSA si era ridotto del 40%. Questo alimento contiene infatti sulforafano, già noto per le proprietà antibiotiche. Sfortunatamente questa sostanza non è in grado di distruggere il batterio, ma solo di tenerlo sotto controllo, limitandone però i danni a livello della mucosa.

Camomilla: utile per il contenuto in mucillagini, flavonoidi ad azione spasmolitica ed olio essenziale ad azione antiflogistica, spasmolitica ed ulcero-protettrice.

La Cottura: Favorire metodi di cottura semplici (lesso, al vapore, ai ferri, alla griglia, al cartoccio) e che non prevedano la cottura prolungata di grassi in quanti porta alla produzione di acroleina, sostanza tossica derivata appunto dalle temperature troppo elevate di cottura dei grassi (fritti, arrosto). Evitare l’aggiunta di condimenti extra come salse.

COSA MANGIARE:

Soprattutto nella fase acuta prediligiamo pasta, pane ben cotto, riso, cracker, grissini, fette biscottate, biscotti secchi, carni magre, prosciutti cotto e crudo, bresaola, pesci magri, frutta fresca cruda o cotta, sbucciata e privata dei semi, meglio se matura (tranne gli agrumi e relativi succhi),Formaggi freschi non fermentati (mascarpone, mozzarella, scamorza, robiola, stracchino, crescenza, fontina, bel paese),Parmigiano e grana, Yogurt.

CIBI DA EVITARE:

-Il caffè, il thè, la cioccolata, in quanto cibi “nervini” che stimolano la secrezione acida.

-Pane bianco poco cotto o integrale

-Carni grasse, carni salate o affumicate ed insaccate,

-Carciofi, cavoli, verze e coste, melanzane, pomodori, piselli, peperoni, crauti, ravanelli (favoriscono la formazione di gas),

-Legumi, tutta la verdura in scatolacipolle crude perché contengono sostanze in grado di rilasciare il muscolo che chiude la bocca dello stomaco, favorendo quindi il reflusso gastro-esofageo, anch’esso causa di una sensazione di bruciore all’apparato digerente.

-Frutta poco matura, arance, limoni, pompelmi e la frutta acida in genere

-Frutta secca (datteri,castagne,nocciole,arachidi,noci,mandorle)

-Salse piccanti, maionese, ketchup, senape, mostarda, peperoncino, sughi con spezie, pepe,zafferano, paprica, noce moscata,

-Alcolici, tutte le bevande gassate, acqua compresa;

– Tutte le bevande ghiacciate, tutti i liquidi troppo caldi, succhi di frutta acidi (limone, pompelmo, arancio, albicocca) e la menta.

L’articolo si conclude qui, sperando di esservi stata utile.

Ek.

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FOTO: meteoweb.eu

Author: ErikaStreppa

Erika. Blogger, riccia bionda naturale, amante dei cani e della natura. Mi interesso di Ambiente, Sport, Attualità e faccio anche qualche Recensione. Sono appassionata di Biocosmesi, sempre alla ricerca della Tabella INCI perfetta!

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