MEGLIO UN CONTO CORRENTE ONLINE O UNO TRADIZIONALE?

Confronto tra conto corrente online su laptop e conto corrente tradizionale in filiale bancaria
Conto online e conto tradizionale a confronto: due modi diversi di gestire il denaro.

Per potersi dichiarare indipendenti a tutti gli effetti, ma soprattutto per poter ricevere in maniera semplice lo stipendio che si percepisce per il proprio lavoro, oggi è necessario possedere un conto corrente.

È uno strumento che utilizziamo quotidianamente, spesso senza fermarci a riflettere su quanto ci costa davvero o se sia ancora la soluzione più adatta alle nostre esigenze. Molte persone mantengono lo stesso conto per anni per abitudine, senza mai metterlo davvero in discussione, anche se il modo di “fare banca” è cambiato profondamente.


COSA È CAMBIATO DAVVERO NEI CONTI CORRENTI

Ogni conto corrente è identificato da un codice IBAN, che consente di ricevere bonifici, pagamenti e accrediti in modo univoco. Oggi, però, la vera differenza non sta più tanto nella struttura tecnica del conto, quanto nel modo in cui lo utilizziamo.

Con la diffusione dell’home banking, la maggior parte delle operazioni bancarie può essere svolta tramite computer o smartphone: bonifici, pagamenti, ricariche, controllo delle spese. Quasi tutte le banche, anche quelle tradizionali, offrono ormai servizi digitali completi. Per questo la distinzione tra conto online e conto tradizionale non è più così netta come un tempo.


CONTO CORRENTE TRADIZIONALE: QUANDO HA SENSO

Il conto corrente tradizionale è quello offerto dalle banche con filiali fisiche sul territorio, come Intesa SanpaoloUniCreditBanco BPM o BPER Banca.

Questo tipo di conto ha senso quando il rapporto umano rappresenta un valore reale: per chi gestisce investimenti articolati, per chi ha bisogno di confrontarsi di persona con un consulente o per chi preferisce avere una filiale di riferimento per operazioni non standard. In questi casi, il canone mensile non paga solo il conto in sé, ma anche l’accesso a una struttura fisica e a un servizio personalizzato.

Diventa invece meno conveniente quando la filiale viene usata raramente e la maggior parte delle operazioni avviene comunque online, come succede oggi a moltissimi correntisti.

Per approfondire vai alla pagina della Banca d’Italia.


CONTO CORRENTE ONLINE: COSA OFFRE OGGI

I conti correnti online sono gestiti quasi interamente in digitale e fanno capo a banche regolarmente autorizzate e vigilate. In Italia e in Europa operano realtà solide e affidabili come FinecoINGWidiba e N26.

Queste banche sono soggette alla vigilanza degli organismi europei e aderiscono ai sistemi di tutela dei depositi, esattamente come le banche tradizionali. La differenza sta nel modello operativo: niente filiali fisiche, costi più bassi e servizi pensati per essere utilizzati principalmente da smartphone.

Negli ultimi anni si sono diffuse anche soluzioni fintech come Revolut (c’è un articolo di approfondimento nel blog), che offrono conti digitali con IBAN, carte e app molto evolute. È importante sapere, però, che non tutte queste soluzioni nascono come conti correnti “classici”: alcune sono perfette per la gestione quotidiana delle spese, altre meno adatte a esigenze bancarie più complesse.


CONTO FINTECH (BASE): COS’È E PER CHI HA SENSO

Quando si parla di conto fintech, si fa riferimento a conti digitali offerti da società tecnologiche finanziarie, spesso diverse dalle banche tradizionali, ma regolarmente autorizzate a operare e dotate di IBAN.

Il conto fintech base nasce per una gestione essenziale del denaro: ricevere bonifici, pagare con carta, gestire le spese tramite app e fare trasferimenti rapidi. Di solito non prevede un canone mensile e si apre interamente online, in pochi minuti, tramite identificazione digitale.

Aprirne uno è semplice: si scarica l’app, si inseriscono i propri dati, si verifica l’identità con un documento e, una volta attivato l’IBAN, il conto è operativo. Non serve recarsi in filiale né firmare documenti cartacei.

È però importante chiarire che non tutti i conti fintech sono adatti a essere l’unico conto principale, soprattutto se si hanno esigenze più complesse come mutui, investimenti o rapporti frequenti con la banca. Funzionano molto bene come conto per le spese quotidiane o come supporto a un conto principale più strutturato.


QUANTO COSTA DAVVERO UN CONTO CORRENTE OGGI

Molti si chiedono perché si debba pagare un conto corrente. In realtà, il canone serve a coprire i costi di gestione della banca: infrastrutture, personale, sicurezza informatica e assistenza.

Nelle banche tradizionali questi costi sono più elevati per via delle filiali fisiche. Nei conti online, invece, vengono ridotti grazie al modello digitale. Esiste un modo per non pagare il conto? In alcuni casi sì. Molti conti online hanno canone zero o azzerabile, mentre alcune soluzioni fintech permettono di gestire il denaro senza costi fissi, se usate correttamente.

COSTI MEDI A CONFRONTO

Tipo di contoCanone mensileCosto annuo stimato
Conto tradizionale5–12 €60–140 €
Conto online bancario0–3 €0–36 €
Conto fintech (base)0 €0 €

Questi valori aiutano a capire l’ordine di grandezza della differenza nel tempo, anche se le condizioni variano da banca a banca.


UNDER 36: QUALE CONTO CONVIENE DAVVERO

Per chi ha meno di 36 anni, spesso studenti o giovani lavoratori, il conto corrente è uno strumento di gestione quotidiana utilizzato quasi esclusivamente da smartphone.

In questa fase della vita, i conti online o i conti fintech a canone zero risultano spesso la scelta più razionale. Pagare un canone per servizi che non si utilizzano difficilmente è una scelta efficiente.


OVER 36: QUANDO PAGARE HA SENSO

Con l’aumentare dell’età, le esigenze possono cambiare. Mutui, famiglia, risparmi e investimenti rendono talvolta utile un confronto diretto con un consulente.

In questi casi, il conto tradizionale può avere senso, ma solo se si utilizza davvero il supporto della filiale. Se invece anche dopo i 36 anni tutte le operazioni vengono gestite online, vale la pena chiedersi se il canone pagato sia realmente giustificato.


SE HAI UN MUTUO E VUOI PAGARE MENO IL CONTO IN BANCA

Chi ha un mutuo spesso pensa di essere vincolato alla banca presso cui lo ha acceso, anche per quanto riguarda il conto corrente. In realtà, non sempre è così.

Molti mutui prevedono l’obbligo di avere un conto d’appoggio solo per l’addebito della rata, ma questo conto non deve necessariamente essere costoso. In alcuni casi è possibile negoziare un canone ridotto o azzerato se il conto viene utilizzato solo per il mutuo.

Un’altra soluzione consiste nel separare i conti: mantenere il conto legato al mutuo come appoggio tecnico e utilizzare un conto online o fintech per la gestione quotidiana delle spese. Nella mia esperienza, molte persone pagano più del necessario semplicemente perché non hanno mai chiesto alternative alla propria banca.


COME RISPARMIARE SUL CONTO CORRENTE SENZA COMPLICARSI LA VITA

Qui conviene essere molto pratici. Le strategie più efficaci per ridurre o azzerare i costi sono:

  • verificare se il proprio conto prevede un canone e a quanto ammonta su base annua
  • controllare se esistono condizioni per l’azzeramento del canone, come accredito dello stipendio o limiti di età
  • valutare il passaggio a un conto online se la filiale non viene utilizzata
  • evitare servizi accessori inutili, come pacchetti premium non sfruttati
  • confrontare periodicamente le offerte, perché le condizioni cambiano nel tempo
  • usare soluzioni fintech solo se coerenti con le proprie reali esigenze

Spesso il risparmio nasce più dalla consapevolezza che da cambiamenti drastici.


UNA SCELTA ECONOMICA, NON IDEOLOGICA

Non esiste un conto corrente migliore in assoluto. Esiste il conto più adatto alla propria fase di vita, alle proprie abitudini e al proprio modo di gestire il denaro.

Essere consapevoli dei costi e dei servizi è già una forma di educazione economica. E, come spesso accade, le scelte più efficaci sono anche le più semplici.

Come ricordava Benjamin Franklin, economista e statista,

“Un piccolo risparmio fa una grande fortuna.”

Ek.

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