L’ansia da apertura della bolletta del gas è diventata una presenza fissa nelle case. Alzi la mano chi non ha ancora acceso i riscaldamenti quest’anno. Chiunque sia rimasto con il braccio abbassato è probabilmente molto coraggioso o vive in un paese esotico.
Nella maggior parte delle famiglie, il problema non è solo il freddo, ma la consapevolezza che ogni grado in più si traduce in una spesa che pesa sempre di più sul bilancio mensile.
Prima di parlare di come risparmiare sul riscaldamento, però, è utile fermarsi su un punto essenziale: quanto si spende davvero, in media, per il gas. Avere un riferimento concreto aiuta a capire perché anche piccoli cambiamenti possono fare una differenza reale.
Secondo le stime basate sui dati di consumo elaborati da ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, e da ENEA, l’Agenzia nazionale per l’energia, la spesa annua per il gas – considerando riscaldamento, acqua calda sanitaria e cucina – varia in modo significativo in base al numero di persone che compongono il nucleo familiare.
QUANTO SPENDONO IN MEDIA LE FAMIGLIE ITALIANE PER IL GAS
Dati ufficiali di ARERA con dati sui consumi domestici di gas (metriche, zone climatiche, classi di consumo).
| Componenti del nucleo | Consumo medio annuo (Smc) | Spesa media annua stimata | Spesa media mensile stimata |
|---|---|---|---|
| 1 persona | circa 540 Smc | 550–650 € | 45–55 € |
| 2 persone | circa 730 Smc | 800–900 € | 65–75 € |
| 3 persone | circa 940 Smc | 1.000–1.100 € | 80–90 € |
| 4 persone | circa 1.130 Smc | 1.200–1.300 € | 95–110 € |
I consumi sono espressi in Smc (standard metri cubi), l’unità di misura con cui il gas viene conteggiato in bolletta. Serve a rendere confrontabili i consumi indipendentemente da temperatura e pressione.
Questi valori sono medie annue. In pratica, nei mesi invernali una famiglia può arrivare a spendere anche 150–170 euro al mese, mentre in estate la spesa si riduce drasticamente. A incidere sono soprattutto la zona climatica, l’isolamento dell’abitazione e l’efficienza dell’impianto.
È da questi numeri che conviene partire, perché rendono il risparmio qualcosa di misurabile e non astratto.
PERCHÉ IL RISCALDAMENTO INCIDE COSÌ TANTO SULLA BOLLETTA
Il riscaldamento rappresenta la voce più pesante dei consumi domestici di gas. Secondo ENEA può arrivare a superare il 60% del consumo annuale complessivo di una famiglia.
Questo significa che intervenire sul riscaldamento è il modo più efficace per ridurre la bolletta, molto più di tante micro-attenzioni scollegate.
MANUTENZIONE DELL’IMPIANTO: SICUREZZA E RISPARMIO
La manutenzione della caldaia non è solo un obbligo di legge, ma una scelta economica. Un impianto non controllato consuma di più e rende meno, oltre a comportare possibili sanzioni che possono superare diverse centinaia di euro.
In concreto:
- una caldaia non manutenuta ha un rendimento più basso
- serve più gas per ottenere lo stesso calore
- la bolletta aumenta senza migliorare il comfort
Qui il risparmio non è immediato, ma strutturale.
TENERE LA TEMPERATURA PIÙ BASSA DI QUANTO SI CREDE
La normativa consente temperature fino a 20 °C, con una tolleranza di 2 °C. Ma 19–20 °C sono più che sufficienti per garantire benessere.
Secondo ENEA, abbassare di un solo grado la temperatura interna consente un risparmio tra il 5% e il 10%.
Esempio pratico, partendo da una spesa annua di 1.000 euro:
- riduzione del 5% → circa 50 euro risparmiati
- riduzione del 10% → circa 100 euro risparmiati
Un grado sembra poco, ma su un’intera stagione fa la differenza.
SFRUTTARE IL SOLE COME FONTE DI CALORE GRATUITO
Aprire tende e persiane nelle ore centrali della giornata permette di sfruttare il calore naturale del sole, soprattutto negli ambienti esposti a sud. Chiuderle la sera aiuta a trattenere il calore accumulato.
Non è una strategia miracolosa, ma riduce il tempo di accensione del riscaldamento.
USARE CRONOTERMOSTATI E VALVOLE TERMOSTATICHE
I cronotermostati permettono di programmare accensione e spegnimento dell’impianto. Le valvole termostatiche consentono di regolare la temperatura stanza per stanza.
Una gestione più efficiente può portare a risparmi fino al 15–20%.
Esempio pratico:
- riscaldamento acceso tutto il giorno → consumo costante
- riscaldamento acceso solo quando serve → consumo ridotto
- stanze inutilizzate meno riscaldate → ulteriore risparmio
RIDURRE LE DISPERSIONI DI CALORE
Molto calore si perde da punti spesso trascurati:
- cassonetti delle tapparelle non isolati
- camini aperti e inutilizzati
- spifferi sotto porte e finestre
Interventi semplici come paraspifferi o isolanti hanno costi contenuti e benefici immediati. Su una spesa annua di 1.000 euro, ridurre le dispersioni può significare 50–70 euro risparmiati ogni anno.
NON COPRIRE I TERMOSIFONI
Mobili, tende o asciugamani sui termosifoni impediscono al calore di diffondersi correttamente. Se i radiatori sono su pareti esterne, pannelli riflettenti possono migliorare l’efficienza senza interventi invasivi.
SFIATARE I TERMOSIFONI E ISOLARE I TUBI
L’aria nei termosifoni riduce la resa dell’impianto. Sfiatarli periodicamente migliora la distribuzione del calore. Isolare tubi e boiler limita le perdite di energia.
Queste attenzioni possono valere 30–50 euro di risparmio annuo.
RIDURRE IL CONSUMO DI ACQUA CALDA
Il gas serve anche per produrre acqua calda sanitaria. Docce più brevi, lavaggi a basse temperature e un uso più consapevole dell’acqua calda incidono sulla bolletta anche fuori dalla stagione fredda.
Il risparmio può arrivare a 50–80 euro all’anno.
VALUTARE LA SOSTITUZIONE DELL’IMPIANTO (SENZA FRETTA)
Un impianto con più di 20 anni ha rendimenti molto inferiori rispetto agli standard attuali. La sostituzione può portare benefici, ma va valutata in base alla classe energetica dell’edificio. Qui il risparmio è potenziale, non automatico.
CAMBIARE FORNITORE: QUANDO PUÒ AIUTARE DAVVERO
Cambiare fornitore può ridurre il prezzo a cui si paga il gas, ma non riduce i consumi. Nella pratica funziona solo se arriva dopo aver già ridotto gli sprechi. Altrimenti il beneficio rischia di essere temporaneo.
UNA STRATEGIA FATTA DI TANTI PICCOLI PASSI
Mettendo insieme tutte queste attenzioni – dalla gestione della temperatura alla riduzione delle dispersioni, dall’uso di cronotermostati a un consumo più consapevole dell’acqua calda – il risparmio non è teorico, ma misurabile.
In modo realistico, una famiglia può ridurre i consumi di gas tra il 20% e il 30% senza rinunciare al comfort. Su una spesa media annua di 1.000 euro, questo significa 200–300 euro risparmiati ogni anno.
Non è una rivoluzione, ma una differenza concreta: meno sprechi, più controllo e una bolletta che pesa meno sul bilancio familiare.
Il risparmio sul riscaldamento non nasce da un singolo gesto, ma dalla somma di scelte piccole e ripetibili. Nessuna di queste, da sola, cambia la bolletta. Insieme, però, possono ridurre una spesa che pesa ogni inverno sempre di più. Non si tratta di rinunciare al comfort, ma di usarlo con maggiore consapevolezza.
“Non è il reddito a determinare la ricchezza, ma il rapporto tra ciò che si guadagna e ciò che si spende.”
Thomas Sowell, economista
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Ek.
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